BLACK LIVES MATTER: LA PROTESTA DEI COMUNISTIDIOTI.

Black lives matter,  “Il razzismo non fa respirare”. Questo é diventato il nuovo slogan dopo che hanno abbandonato il #Restiamoacasa e #AndràTuttoBene. Questa é la nuova emergenza delle anime belle che si collocano politicamente a sinistra.

Pensate un po’, proprio oggi che si iniziava un po’ a respirare dopo il tremendo lockdown degli ultimi tempi e i 100 giorni di arresti domiciliari, ai comunstidioti già manca l’aria, non riescono già più a respirare. Capita così che mentre noi claudicanti cerchiamo strenuamente di ricominciare a condurre una vita “normale” nella quale buona parte dei nostri sogni sono stati fatti a pezzi dal governo della paura, loro scendono in piazza per qualcosa che non si é verificato nemmeno in Italia, ma addirittura oltre oceano.

Oggi non sono più preoccupati per le ombre nere fasciste che avanzano, no signori, oggi torna di moda l’antica e trita questione del razzismo.

Ed eccoli scendere in piazza col loro pugno alzato, eccoli con le loro bandiere arcobaleno contro la tremenda e criminale polizia americana che avrebbe assassinato il 46enne afroamericano George Floyd in Minnesota. Perché quella é stata un’azione razzista!

L’epicentro del dissenso é la solita Torino, patria indiscussa dei decerebrati dei centri sociali. Torino, città simbolo del degrado sociale e culturale dei giovani cresciuti a bocconi di pane intinti un po’ nella “bagna càuda” e per il resto in quella latrina ideologica comunista che nell’ultima risoluzione della Comunità Europea in materia di crimini contro l’umanità che ha generato in passato é stata paragonata al nazismo.

Guardateli bene in faccia questi giovani che al vostro paese non daranno mai nulla di buono se non e solo rigurgiti di cattiveria e odio antifascista. Il loro riflesso politico lo potete apprezzare nei risultati offerti dalla Sindaca Appendino (M5S). Là splendida sindaca pentastellata, lei, una che proveniente dal basso, cioè proprio da quegli ambienti ideologicamente malsani dei centri sociali che l’hanno spinta fino alla più alta carica istituzionale della città del Lingotto e della Mole Antonelliana.

Chiara Appendino, la stessa che il 21 febbraio 2020 è stata portata a processo con le accuse di disastro, lesioni e omicidio in forma colposa per i fatti accaduti in Piazza San Carlo il 3 giugno 2017 durante la finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid.

Ha chiesto il rito abbreviato la grillina, perché in Italia se ammazzi qualcuno si può ottenere uno sconto di pena ed evitare addirittura la galera.

Il poliziotto che ha arrestato George Floyd invece rischia 40 anni di carcere oltre ad essere già stato licenziato in tronco ed insieme a lui tutti i suoi colleghi indagati per favoreggiamento.

Chiara Appendino invece non rischia quasi nulla nonostante per la sua irresponsabilità in quel lontano 3 giugno 2017 causò 1500 feriti e due donne persero la vita. E poi ci sarebbe anche la questione legata al falso in atto pubblico e l’abuso d’ufficio per un debito da 5 milioni di euro non iscritto nel bilancio del 2017 del Comune, soldi versati come caparra dalla società Ream. Solo per tali accuse i PM avrebbero chiesto un anno e due mesi per la crumira pentastellata. Sapete cosa fa oggi Chiara Appendino? Esattamente quello che faceva prima, é rimasta al suo posto sul trono dorato di sindaca di Torino.

Nell’America di Trump queste cose non accadono. Se un sindaco sbaglia, la prima cosa che deve fare é dimettersi e solo dopo chiede scusa.

Ma noi siamo l’Italia dei buonisti, il paese dei neoliberisti, siamo l’italia dei “fascisti rossi” che di giorno lavorano a sinistra e la notte pregano a destra. Siamo il paese delle mancate opportunità, il paese delle mancate opposizioni, il paese delle lunghe conferenze stampa di un Presidente del Consiglio che fa quasi rimpiangere l’idiozia della Boldrini, un acconto d’uomo che parla, che legge discorsi preparati da altri in cui alla fine non si dice niente e qual poco che si dice manco si mantiene. Siamo il paese dei leader politici all’opposizione che in condizioni critiche preferirebbero evitare di andare al governo perché il momento é troppo sfavorevole. Siamo il paese degli spritz in centro, dello spread alle stelle, delle mille attività che chiudono ogni santo giorno, ma “chissene” tanto abbiamo l’ultimo modello di Audi o BMW in garage e poco importa se lo paghiamo a rate.

Siamo il popolo che accoglie per speculare e guadagnare, siamo il popolo che difende la tratta degli schiavi 2.0 ma poi si indigna per la condotta razzista di stati e paesi altrui.

Siamo un popolo allo sbando ideologico e morale, dove ognuno é troppo preso da se stesso da non aver più alcun riguardo per gli altri. Siamo quelli che puntano sempre il dito sul fare altrui, ma a casa nostra non ci guardiamo mai.

E allora vorrei solo porre una domanda a questi cazzoni avariati scesi in piazza; gli stessi che urlavano al razzismo quando ai primi timori dell’epidemia di coronavirus si chiedeva di chiudere le frontiere con la Cina. Gli stessi che ci invitavano nelle piazze ad abbracciare i cinesi perché era sbagliato tenerli a debita distanza per il timore di essere infettati.

Una domanda indirizzata a tutti i sottoprodotti squallidi dell’ideologia sinistra, sardine e centri sociali compresi.

Dove eravate quando accadeva il contrario? Quali piazze avete riempito quando due americani hanno accoltellato a morte il carabiniere Mario Cerciello? Dove eravate quando un afroamericano sparava all’impazzata nella stazione di polizia di Trieste e ammazzava a sangue freddo i due agenti Pierluigi Rotta e Matteo Demenego?

Quali piazze avete riempito quando hanno i fratelli neri hanno fatto a pezzi Pamela Mastropietro? Dove eravate quando altri fratelli neri hanno ucciso e violentato desirée Mariotini?

Per loro nessuna piazza, nessun pugno alzato vero? E allora sapete forse dove dovreste mettervelo quel pugno insieme a tutte le vostre squinternate teorie sul razzismo?

Italia Moli

#IoSonoItalia🇮🇹

2 pensieri riguardo “BLACK LIVES MATTER: LA PROTESTA DEI COMUNISTIDIOTI.

  1. questo “signore” non era uno stinco di santo, era un pluripregiudicato, inoltre sotto l’effetto di droghe ma per le anime belle progressiste è un martire da innalzare agli onori degli altari dell’antifascismo e dell’antirazzismo d’accatto.
    Pensa che l’amministrazione cittadina di Minneapolis a guida democratica vuole tagliare i fondi alla polizia chiudere il dipartimento.
    Gli agenti che hanno commesso abusi giustamente si puniscano severamente ma non si glorifichi un delinquente per via del colore della pelle, bene dice la giovane nera Candace Owens ,

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    1. So tutta la storia della sua vita in carcere. Rapina a mano armata, spaccio, aggressione a pubblico ufficiale, violenza domestica, tentato stupro, assurdo é leggere che la figlia venga strumentalizzata dall’informazione DEM con lo slogan “il mio papà ha cambiato il mondo! É uno schifo totale, un insulto al buonsenso e alla civiltà umana.

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