COMUNICATO #IOSONOITALIA🇮🇹

Mi guardo attorno da quando sono entrata in questo mondo e oggi mi ritrovo ad essere profondamente delusa, amareggiata, se proprio devo dirlo, schifata! Perché quanto ti accorgi che i punti fermi di riferimento che avevi, quelli in cui credevi, vacillano, allora diventa veramente difficile sostenere qualcosa in cui non credi più. Ho sostenuto per due anni notte e giorno, battendomi, rischiando personalmente, mettendoci la faccia e il culo, due persone che credevo potessero avere veramente a cuore le sorti di questo paese, ma sbagliavo.

Mi sbagliavo, perché non sono diversi da tutti gli altri contro i quali solo a chiacchiere e post sui social si scontrano.

Partiti, in Italia abbiamo solo questo, partiti che in un contesto di democrazia rappresentativa rappresentano loro stessi e con parzialitĂ  quel loro programma elettorale che lo dice la parola stessa, Ă© un programma solo ed unicamente a scopo di campagna elettorale.

In questi partiti però io non vedo più le idee che studiando ho scoperto esserci un tempo nei grandi partiti italiani. Un tempo c’era un’idea che prendeva forma nella posizione categorica di un partito, oggi i partiti non sanno essere categorici, sono solo casseruole vuote che si possono spostare di volta in volta sul fuoco a seconda di cosa si vuole riscaldare, ma avendo cura di non portare mai nulla a cottura completa. Ecco perché nessuna di quelle casseruole porterà mai una sana pietanza sul tavolo degli italiani, questo l’ho capito bene. Potrete grazie all’olfatto annusare nell’aria le fragranze dei sapori che man mano vi ventileranno sotto al naso, ma i vostri palati resteranno asciutti e i vostri denti non potranno masticare con gusto alcuna sostanza.

Non potranno gli italiani che dico io, quelli che lavorano, quelli che producono, quelli che in questo paese fanno rischiando in proprio e non di certo quelli della macchina pubblica che non rischiano nulla oltre a non produrre nulla e che hanno ogni interesse affinché le cose rimangano esattamente così come sono oggi.

Spesso abbiamo dato la colpa a questo o a quel politico in base alle notizie diffuse da giornali e televisioni, ma alla fine, quei politici non sono altro che il perfetto riflesso di noi stessi.

In un paese dove tutti pensano esclusivamente al loro interesse e ritorno personale, il cosiddetto “bene individuale”, non c’è spazio per chi invece come me o altri come me, pensano ad un bene sociale, un bene collettivo.

So che é molto di sinistra ciò che sto dicendo, lo definirei il classico pensiero socialista, l’idea di bene sociale dei grandi uomini che lasciarono le loro imponenti impronte ideologiche su questo sacro suolo che io chiamo patria.

Una patria e un tricolore che sono diventati ormai solo un brand da adottare ad uso e consumo di “certa destra” che non ha un’idea precisa ma é più che altro un’accozzaglia di manifestazioni folcloristiche di chi vi si colloca in termini di posizione meramente personale ma che non crea unione e men che meno sinergia. Perché non v’è sostanza in alcuno di loro, alla fine ogni cosa si fa se torna utile a noi stessi, ma non ci scomodiamo mai per un interesse comune. Altrettanto non v’è sostanza negli estremismi di sinistra, nelle ideologie delle bandiere rosse che sventolano mosse dall’ipocrisia e dalla menzogna.

E allora io che sono solo una modesta osservatrice di tutto questo caos che agli occhi può apparire tale, comprendo che alla fine é solo degrado sociale, degrado morale, degrado etico e culturale al quale nessuno ha interesse a porre riparo.

Ci siamo o meglio vi siete trasformati nei decenni in una massa di pecoroni unicamente utili a voi stessi e alla fine vi sta bene così.

Avete guardato al vostro orto nella speranza che seccassero gli ortaggi del vicino, perché diciamolo, l’invidia é una gran brutta bestia in Italia, credo che sia il primo vero sport nazionale dopo la capacità di autoilludersi, poi tranquilli viene anche il calcio.

Il rancore, il desiderio di rivalsa compiono di regola l’opera.

E in questa politica di oggi che ha toccato il suo fondo con l’arrivo della sua più impietosa espressione, il M5S, oggi possiamo apprezzare il peggio di quello che é l’esatto nostro riflesso d’essere italiani 2.0.

Italiani, brava gente certo, ma anche gente che nel tempo ha avuto modo di godere degli esempi peggiori che la mala-politica italiana potesse offrire. E per quella politica gli italiani si sono venduti, altri italiani hanno pagato, pagano e pagheranno i loro figli. Figli ai quali l’attività politica é preclusa perché cresciuti senza idee, privati d’ideali e sogni e guai a parlare di diritti e doveri che quasi più non sanno cosa siano. Eppure proprio l’insieme di quei diritti e quei doveri contestualizzati in un insieme di regole certe e leggi precise, rappresenta la loro libertà, concilia alla formazione di un bene primario e sociale.

A me dicono che ne capisco poco, che dovrei occuparmi d’altro, fare come tutti gli altri insomma, adeguarmi, conformarmi e la mia vita sarebbe certamente migliore.

Ho gli assistenti sociali alle costole perché sono considerata un’anomalia di questo sistema viziato nel quale attiro troppo l’attenzione, faccio parlare di me.

E chissà perché, se tutto ciò accade forse e solo perché ambisco ad essere un’italiana migliore.

Un’italiana un po’ romantica certo, ma almeno io a differenza di molti ho ancora un piccolo sogno nel cassetto.

Vorrei tanto vedere questo paese tornare ad essere quel paese meraviglioso di cui ho letto tanto e per il quale la mia Oriana si batteva con le sue idee. Idee così robuste e radicate che hanno resistito al cancro, al tempo e alla vendetta dei miserabili.

Per questo io comprendo che non posso piĂą collocarmi con nessun esponente di questa politica malsana.

Io se proprio devo, allora devo diffondere una politica mia, fatta di nuove parole, di nuove idee, di nuovi pensieri idonei alla situazione contemporanea e ai nostri tempi. Devo spogliarmi di ogni cosa che possa collegarmi a quella politica che vive di ignoranza.

Lo dissi e lo riconfermo oggi, a me non servono masse di italiani, non cerco numeri, ambisco a crescere e a rendermi disponibile a lavorare con italiani che abbiano il desiderio d’essere migliori.

E io ne ho molti sulle mie pagine.

Me li potranno smarrire come e quando vogliono, ma alla fine di una cosa sono certa, l’ho appurata in questi due anni, da questa piccola Italia ritornano tutti.

Ritornano sempre.

Chissà perché.

Italia Moli

#IoSonoItalia🇮🇹

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