PD: IL PARTITO MAFIOSO SIMBOLO DELLA CORRUZIONE. E UN PRESIDENTE CHE…..

Non se ne può veramente più di scoprire quanto marciume ci sia sotto ad un partito che nasce dall’evoluzione di quel vecchio e lurido PCI. Un mostruoso camaleonte che ha cambiato pelle e colore nei decenni, qualcosa che esprime appieno in due sole lettere “PD” l’indole della peggiore Democrazia Italiana espressa tramite il Partito Democratico.

Già dal mio esordio, due anni fa, nel 2018, avevo affrontato l’argomento magistratura, toghe rosse, poi papà mi aveva chiesto gentilmente di variare nel tema. Era troppo pesante da affrontare oltre che pericoloso. Ma io ero e resto una appassionata di diritto in un mondo che come mi insegna mio padre oggi lo é solo “del rovescio”.

Ero stata duramente attaccata dalla CGIL in quel loro articolo proprio perché mi stavo occupando di un argomento che evidentemente anche il sindacato reputava scomodo: https://www.rassegna.it/mobile/articoli/povera-giovane-italia

L’articolo firmato da tale Esmeralda Rizzi era chiaramente con intento diffamatorio nei miei confronti e a ben vedere anche intimidatorio. Si segnalava infatti che #IoSonoItalia” non era il mio vero nome, un po’ come a dirmi che sapevano bene chi ero e che quell’articolo era un semplice segnale per farmi capire che dovevo fermarmi.

E così, tergiversando tra le mie varie scorribande in rete, oggi ci ritroviamo nuovamente nello stesso pantano di ieri, cioè di fronte a nuove evidenze della peggiore espressione della corruzione sinistra ed é pressoché inutile evitare di parlarne.

Oggi si riscopre quanto affermavo io due anni fa, ossia che il Consiglio superiore della magistratura, le così dette toghe rosse sono a disposizione di quella squallida politica che le ha adoperate in varie occasioni nei decenni per attaccare varie figure politiche di spicco e regolare e/o controllare il potere dello Stato oltre che le sorti del nostro paese.

Da Craxi a Berlusconi per finire con l’ultimo oggi ex ministro dell’Interno Matteo Salvini sul caso della nave Diciotti. La solfa é sempre stata la stessa.

Là dove il popolo decide in un modo, la magistratura, quello che io due anni fa definivo il “contropotere dello Stato” ha sempre aggiustato nell’altro.

E il quadro di oggi, giusto perché lo sappiate, non é molto più allarmante di quello di ieri, é semplicemente più sfacciato e palese. Questo perché giorno dopo giorno stanno cercando con ogni mezzo di imporre la loro dittatura. E in dittatura, certe “delicatezze” o “precauzioni”, chiamiamole così, non servono nemmeno più.

Le nuove chat WhatsApp, pubblicate oggi dal quotidiano La Verità, mettono in evidenza come la magistratura connivente della mala-politica agisca per attaccare gli avversari e di certo non per fare giustizia né per difendere la propria autonomia come “autorità indipendente” quando é evidente che “indipendente” non lo é per nulla.

Ed ecco che mi ritrovo catapultata ancora nell’anno 2018, quando l’allora vicepresidente del Csm era Giovanni Legnini (già sottosegretario di due governi Pd).

Si scopre che in una chat attribuibile a lui, si chiede all’allora consigliere del Csm Luca Palamaradi intervenire sulla vicenda della nave Diciotti”.

Nave Diciotti per cui l’allora ministro dell’Interno sarà poi indagato per sequestro di persona.

Qual è l’obiettivo?

L’obiettivo é mettere all’ordine del giorno del Csm il caso Diciotti, giustificando tale interesse sempre con la solita scusa dell’indipendenza della magistratura.

Dalle chat leggo che Palamara, ossia quel personaggio reputato indegno, definito “faccia da tonno” dal buon vecchio Cossiga, lo stesso pm per intenderci al centro dello scandalo per la chat in cui lo stesso diceva che “Salvini é una merda e anche se ha ragione va attaccato” – si muove con estrema sollecitudine per produrre la nota chiesta da Legnini. Ma vediamo che cosa dicono le chat.

24 agosto 2018 – Legnini scrive a Palamara: “Luca, domani dobbiamo dire qualcosa sulla nota vicenda della nave“.

Palamara risponde: “Ok, sono pronto”,

Legnini lo incalza: “Sì, ma domattina dovete produrre una nota, qualcosa insomma!”.

Nello scambio tra i due vengono nominati altri due consiglieri del Csm: Valerio Fracassi della corrente Area (sinistra) e Claudio Galoppi della corrente Magistratura Indipendente (moderata).

Arriviamo al pomeriggio del 25 agosto cioè quando viene presentata la nota, a firma Palamara, Fracassi, Galoppi e Aldo Morgigni (corrente Autonomia &Indipendenza di Davigo), in cui si chiede che il caso Diciotti venga messo all’ordine del giorno del plenum del Csm.

Ecco il testo: “Le vicende relative al trattenimento a bordo della nave Diciotti, hanno fatto registrare interventi di esponenti del mondo politico e delle istituzioni, anche in relazione agli accertamenti giurisdizionali in corso. La verifica del rispetto delle norme è doverosa nell’interesse delle istituzioni. […] Riteniamo che sia necessario un intervento del Csm per tutelare l’indipendenza della magistratura e il sereno svolgimento delle attività di indagine“.

Tradotto in parole semplici sta a significare che le toghe rosse sono pronte ad interviene a difesa di quel giudice di Agrigento tal Patronaggio amico di Renzi che di lì a poco indagherà contro Salvini soltanto perché sta svolgendo il suo compito istituzionale di ministro dell’Interno.

A quel punto Legnini che deve la sua carriera non tanto a particolari doti personali, né ai risultati offerti come giudice quanto più che altro all’essere uomo di fiducia del Partito comunista, non aspettava altro e dichiara che l’istanza sarà trattata nel primo comitato di presidenza.

Nella nota, il vicepresidente del Csm assicura che non intende “invadere il campo di valutazioni e decisioni che spettano al potere esecutivo e a quello giudiziario”. Ma è ovvio che Legnini al contrario si avvale della rete di contatti e della sua influenza per far non solo pronunciare il Csm contro Salvini ma farne dare notizia dai quotidiani amici, come La Repubblica, che viene immediatamente contattata e rilancia subito a piena pagina la nota.

Tutto ciò accade anche in virtù del fatto che Legnini da sottosegretario con delega all’editoria durante il governo Letta ha avuto modo di avere rapporti continuativi con la stampa di sinistra sempre ben propensa a diffondere tutto ciò che bisogna diffondere. Che poi la materia sia Salvini o il Coronavirus, la serietà con cui scrivono é sempre la stessa.

Come spiega La Verità, questo “fil rouge” con la stampa, Legnini l’ha utilizzato anche per far pendere Repubblica in qualche modo verso Palamara nelle indagini di Perugia.

Tornando alla Diciotti, dopo la nota del Csm, la sera stessa il procuratore di Viterbo Paolo Auriemma scrive a Palamara (in quella chat ormai tristemente nota) facendo presente che trova immotivata la presa di posizione voluta da Legnini. “Mi dispiace dover dire che non vedo veramente dove Salvini stia sbagliando. Illegittimamente si cerca di entrare in Italia e il ministro dell’Interno interviene perché questo non avvenga. E non capisco cosa c’entri la Procura di Agrigento. Questo ovviamente dal punto di vista tecnico al di là del lato politico”.

A quel punto Auriemma rincara la dose: “Comunque è una cazzata atroce attaccarlo adesso perché tutti la pensano come lui“.

Ed ecco che poi segue la frase di Palamara: “Salvini é una merda va comunque attaccato!”

Ora, in virtù di quanto descritto, credo sia facile intuire, capire ed essere consapevoli che la giustizia in Italia é qualcosa di avariato.

Il Csm, le toghe rosse sono ad uso e consumo della sinistra, pronte a schierarsi al di là delle correnti di riferimento, quando bisogna attaccare un avversario politico.

Ma c’è qualcosa che nessun giornale scrive per timore di scriverla. Qualcosa che invece voglio scrivere io assumendomene la piena responsabilità.

L’art. 87, comma decimo, e l’art. 104, comma secondo, della Costituzione attribuiscono al Presidente della Repubblica la Presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM).

Dunque, non venitemi a dire che Sergio Mattarella, il Presidente di questa farsa di Repubblica Italiana e dunque anche Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, di tutta questa lurida storia, non ne sapeva niente!!!

Perché sarebbe a dir poco ridicolo oltre che patetico.

Italia Moli

#IoSonoItalia🇮🇹

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