LE IENE: DISINFORMAZIONE E DIFFAMAZIONE, MA LA VERITA’ MAI!

Cit. Oriana Fallaci: “Ogni persona libera, ogni giornalista libero deve essere pronto a riconoscere la verità ovunque essa sia. E se non lo fa è nell’ordine un imbecille, un disonesto, un fanatico”

Inizia con queste parole questo mio articolo, con queste parole che per me hanno un profondo significato e che appartengono alla memoria di una grande giornalista che ha sempre rappresentato un faro nella mia vita. Perché cito Oriana? Perché Oriana è una sorta di riga tracciata per terra che delimita il confine tra il buono e il cattivo giornalismo. Oriana è quel confine che delimita quel desiderio di verità che io per natura e per indole ho scelto di perseguire come stile di vita, piuttosto che gettarmi e rotolarmi nel fango di quell’imbecille e disonesto fanatismo di cui hanno offerto ampio sfoggio le Iene nel 55759889_2100924330027195_1625767154441781248_nservizio di Michele Cordaro andato in onda ieri in tarda serata su Italia1. Ed è proprio quando l’imbecille e disonesto fanatismo di certi giornalisti supera addirittura l’ulteriore confine che delimita la legalità dall’illegalità che, bisogna raccogliere le forze, asciugare le lacrime e alzare la testa per non subire oltre un sopruso. Perché forse i Signori delle Iene non lo sanno, ma anche io, come tutti gli altri, nonostante i miei 14 anni, ho i miei stracazzo di diritti! In primis il diritto di non vedere la mia faccia associata a dichiarazioni e volgarità che non mi appartengono come “meglio puttanina che lesbica”, paroleche i lettori puntualmente hanno associato alla mia persona visti gli attacchi che ho ricevuto e sto ricevendo sulla mia pagina Facebook tuttora. Non parliamo poi delle recensioni altrettanto diffamanti, gli attacchi che ho subito sull’autobus, per la strada tra l’indignazione delle persone che mi conoscono e gli sguardi di compatimento. Poi non sono di certo mancati gli infelici commenti del tipo: “così giovane e già omofoba”, oppure “ecco che arriva la fascista”, oppure “no questo posto per te è occupato”.

Verona e il congresso della Famiglia rappresentavano il mio piccolo esordio, la mia prima uscita a nome della mia pagina Facebook, la mia prima esperienza in pubblico con i miei amici che tanto mi avevano chiesto di partecipare. Volevamo manifestare semplicemente la nostra opinione su un valore per noi importante, appunto la famiglia. Nella testa di nessuno di noi è mai passata minimamente l’idea di contrapporci a qualcuno, né di attaccare qualcuno verona 1che fosse gay, lesbica o altro. Quando Michele Cordaro si è avvicinato a noi dicendo di essere delle Iene e ha voluto intervistarci, ci ha chiesto del perché fossimo li e noi abbiamo chiarito che ci eravamo andati per sostenere il valore della famiglia ossia la più antica istituzione che esista al mondo. Ci ha chiesto cosa significavano i nostri cartelli e noi abbiamo precisato che erano cartelli che riprendevano quelli utilizzati dalla Cirinnà, ma riproposti in una chiave utile ai valori della Famiglia. Poi c’era il cartello che riprendeva quello della ragazza Rossa che aveva scritto quel cartello volgare che poi ha fatto il giro del web. Noi l’avevamo riproposto però in chiave non volgare ma comunque provocatoria. E li, Michele Cordaro ha iniziato a cercare tra di noi “i terrificanti fascisti”, ma tra l’indignazione della gente si è acquietato subito e ha cambiato registro. Insomma per Michele Cordaro si presume fossimo già la prova dell’esistenza dei fascisti in Piazza Bra a Verona, quelli che erano nettamente contro i diritti sulle unioni civili e sui gay. E invece si è sbagliato anche li perché in quel contesto stranamente è apparso quasi per magia anche un signore esponente delle famiglie arcobaleno. Con lui mentre la telecamera delle Iene famiglie arcobalenoriprendeva abbiamo avuto anche un confronto su vari punti, lo abbiamo accolto come un amico e abbiamo conversato con lui in piena libertà sotto gli occhi di decine di giornalisti che si accalcavano e riprendevano infilandoci telecamere e microfoni da tutte le parti. Ci ha stretto anche la mano quel signore e se l’ha fatto, non credo che in quel frangente si possa essere sentito in qualche modo attaccato o minacciato dalla nostra presenza né dai nostri cartelli. Evidentemente lui, in noi, non vedeva i terribili fascisti che invece ancora cercava Michele Cordaro con le sue domande tendenziose e i suoi sorrisetti infimi. Poi, giustamente un po’ scocciati gli abbiamo ribadito il perché eravamo li, ossia che eravamo a Verona per manifestare e sostenere la nostra idea e i nostri valori. I noti valori di #IoSonoItalia tra i quali vi è anche e direi soprattutto la Famiglia. Punto! Manifestavamo il nostro diritto di esprimere liberamente il nostro pensiero come sancito dall’Art.21 della nostra Costituzione e alla stregua di come per esempio il movimento delle famiglie arcobaleno poteva manifestare in un gay pride.

Abbiamo posto al nostro interlocutore delle famiglie arcobaleno alcune domande del tipo:

“perché se è giusto che in un gay pride si può manifestare in nome dei diritti gay senza ricevere alcuna interferenza o opposizione, poi però, in un congresso sulla famiglia dobbiamo per forza ritrovarci ad essere attaccati dai media di informazione in questo modo e con cortei di contromanifestazione organizzati dalla sinistra?”

“Potrebbe essere perché i media di informazione protendono volutamente a generare e a fomentare una spaccatura tra i nostri due mondi affinché si generi contrasto e odio tra di noi?”

“Davvero è in questo modo che vogliamo farci strumentalizzare e vogliamo farci spingere all’odio reciproco quando invece i nostri due mondi possono tranquillamente coesistere senza togliere nulla a nessuno e soprattutto nel reciproco rispetto?”

Ecco Signori, queste semplici domande/affermazioni hanno fatto in modo che il nostro dialogo con l’interlocutore del movimento arcobaleno prendesse quella piega che era sinonimo di civiltà e buonsenso. Una civiltà e buonsenso che evidentemente l’inviato delle Iene Michele Cordaro non ha gradito e nel quale altrettanto evidentemente non sperava. Ed infatti tutta la nostra intervista durata oltre 45 minuti è stata tagliata nel servizio mandato in onda ieri sera, perché nelle nostre parole e “per parole nostre intendo” quelle degli esponenti e dei portavoce di #IoSonoItalia, non c’erano elementi utili a fomentare odio o a sostenere quel racconto fantasioso e surreale su cui si sarebbe poi fondato l’intero servizio che ha trasmesso Mediaset. Forse il Sig. Michele Cordaro sperava tanto di incappare in qualche estremista o qualcuno dalle insane idee in modo da avere sufficiente materiare da supportare la comune tesi diffusa da tutti i media di informazione, ossia quella secondo la quale tutti coloro che partecipavano al congresso comedonchisciotte-controinformazione-alternativa-contratto-governoper la famiglia erano le tipiche persone bigotte, retrograde, appartenenti al Medioevo e chissà magari pure sfigate e fanatiche come aveva già puntualizzato Luigi Di Maio; persone cattive insomma, ricolme d’odio verso ogni forma di diversità, pronte a negare e togliere diritti a chiunque, ai gay per primi, magari a sterminarli addirittura con nuove e fantasiose camere a gas portatili perché un Don Chisciotte 2.0 oggi direbbe: “lo iddio non voglia che ce ne scappi manc’uno se lor signori s’apprestano a difendere l’onor de la sagrada famiglia etero”. E poi non dimentichiamo le donne abbandonate a casa davanti ai fornelli, perché “quelle li” siamo proprio noi che siamo andati al congresso della famiglia a recluderle in casa tra pappette e pannolini e non sono affatto le ondate islamiche che nel nostro paese attuano la tradizione musulmana fondata sulla differenziazione del diritto tra uomo e donna, dove l’uomo checché se ne dica, starà sempre al di sopra della donna.

Ma io non ho mai visto cortei di transfemministe manifestare dinnanzi ad una Moschea o chiedere alla donna musulmana perché ha l’obbligo ideologico di camminare tre passi dietro all’uomo. E nemmeno quelli del Movimento 5 stelle lì ci vanno a mettere il becco.

Eh no, quello guai a dirlo in un programma conformato al politicamente corretto come “le Iene” dove una Nadia Toffa inneggia allo Ius Soli e elargisce cittadinanze ai nuovi eroi islamici dell’autobus dirottato da guarda caso sempre da un islamico. Anzi, proprio la parola “islamico” non s’abbia mai a dire perché è peccato mortale per chi sta in televisione.

Ma la regola non vale per me, perché io del politicamente corretto “me ne frego”, io lo dico e lo scrivo quanto mi pare e piace islamico e poi ancora islamico islamico islamico islamico islamico islamico islamico islamico islamico islamico e ancora islamico.

Diceva la mia Oriana a tal proposito: “Dovremmo tutti imparare a chiamare le cose con il loro vero nome, un po’ come col cancro. Bisogna imparare a chiamarlo col suo vero nome, perché il cancro è cancro e quando uno muore di cancro non si debba mai più dire che è morto di una inguaribile malattia. E morto di cancro! Punto!”

Ma Oriana era Oriana, era una perla del giornalismo. Lei viaggiava per i suoi reportage alla ricerca della verità, non viaggiava alla ricerca della menzogna. La menzogna non serve al popolo, la menzogna serve solamente il potere politico che ha tutto l’interesse nel far apparire le cose diverse da quelle che sono. La menzogna serve a creare diseguaglianze, serve ad intorpidire la mente e a dividere. Ecco la menzogna serve a strumentalizzare l’intelletto della massa! E sono artisti in questo gli invitati delle Iene, questo lo devo ammettere. Li ho visti tentare di strumentalizzare il significato dei nostri cartelli, delle nostre parole, addirittura delle magliette nere indossate dai miei amici adducendo ad esse un significato fascista. E menomale che io ce l’avevo bianca ma ero già fascista ugualmente. Li ho visti miseramente fallire dinnanzi alle nostre risposte chiare e concrete che palesavano una verità cristallina. Li ho visti rodersi il fegato nel tentativo di raggiungere un obiettivo che non sono riusciti a raggiungere, non con noi almeno, con altri meno preparati può darsi, ma quello non sarà mai un mio problema. E mi chiedo perché arrivare a prendere una ragazza come me, di quattordici anni e sbatterla in pasto alla gogna mediatica. Perché farlo negandole la verità di ciò che è stato detto in quel contesto censurandone volutamente i contenuti. Perché sfruttare deliberatamente la mia immagine per pubblicizzare un servizio e per giunta senza nemmeno una adeguata liberatoria allo sfruttamento della mia immagine da parte dei miei genitori? Eppure i signori delle Iene lo hanno fatto e se ne sono fregati di tutto. Se ne sono fregati anche del fatto che in quel preciso istante che hanno mandato in onda quel video stavano commettendo una gigantesca cazzata. Una cazzata ancor più grossa dato che questo ha generato a sua volta migliaia di attacchi alla mia persona. Una cazzata ancor più grossa se personalmente vengo minacciata, derisa, umiliata e il mio buon nome infangato deliberatamente e per il semplice fatto di non avervi dato soddisfazione. Qualcuno mi ha addirittura paragonato alla rossa antifascista dicendo che visto che Salvini aveva messo alla gogna mediatica quella ragazzina avevano altrettanto fatto bene a mettere alla gogna mediatica me.

Ma c’è una enorme differenza tra me e lei. Io non ho offeso nessuno, non ho attaccato nessuno, lei si! E’ stata una sua deliberata scelta per la quale doveva assumersi le proprie responsabilità. E poi non è certo stato Salvini ad esporla alla gogna mediatica. Le foto della tizia che bene o male avevano tutte il medesimo tenore di volgarità circolavano da tempo in rete. Sono giustificazioni malsane che solo menti malsane possono partorire. E allora sapete cosa vi dico:

NO SIGNIRI DELLE IENE, QUESTA ITALIA NON SI TOCCA! QUESTA ITALIA E’ GIOVANE MA PRONTA A DARVI BATTAGLIA E OGGI URLA VENDETTA! PERCHE’ SE ESISTE ANCORA UNO STATO, SARA’ LO STATO A TUTELARE NELL’AULA DI UN TRIBUNALE PENALE I MIEI STRACAZZO DI DIRITTI. 

E concludo esprimendo un ultimo pensiero che dedico a tutte le giovanissime manifestanti transfemministe del #NonUnadiMeno che ho visto strumentalizzate a Verona dalla CGIL, CISL, UIL, ANPI in compagnia bella delle tre sorelle coccodè del PD . E’ a voi che voglio dire solo un’ultima cosa:

“Ho trovato a dir poco tragicomico vedervi sfilare in massa contro la famiglia quando proprio a voi quelle associazioni hanno negato il diritto a farvene una vostra. Ho trovato tragicomico vedervi sorridere spensierate e nelle stesso tempo protestare mentre involontariamente negavate a voi stesse il piacere del calore di un abbraccio di quella famiglia che sarebbe stata solo vostra, ma che non potrete crearvi per via del precariato, della disoccupazione, dei taciti accordi che i sindacati hanno sottoscritto con le multinazionali in accordo con i dettami del PD ieri e con il M5S oggi. E’ stato tragicomico vedervi protestare contro chi non vi aveva tolto nulla e nello stesso tempo schierarvi dalla parte di chi vi ha negato un futuro, ogni tipo di sicurezza economica, la possibilità di procreare, di sposarvi come sognavate da bambine, di provare l’immensa soddisfazione di perdervi nello sguardo un figlio di pochi mesi che inizia a chiamarvi mamma. E’ stato tragicomico scoprire che mentre protestavate per il timore che qualcuno vi togliesse qualcosa, in realtà, proprio chi vi aveva incitate a protestare ve l’aveva già tolto.

Ecco che cosa ho visto a Verona e questo mi dispiace profondamente.  Questo forse mi fa male più della porcata che mi hanno fatto le Iene. Perché la porcata delle Iene i miei genitori la risolvono con gli avvocati, una querela ben strutturata e la segnalazione al garante per la privacy.  Ma a voi, care amiche, io davvero non so come fare per potervi essere utile. Per voi veramente mi sento mortificata dentro, soprattutto quando mi attaccate, perché attaccando me, attaccate voi stesse e la vostra natura che vi stanno insegnando a rinnegare.

#IoSonoItalia🇮🇹

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