NELLE MEMORIE DEL CASO U.DICIOTTI.

Il caso U.Diciotti è veramente qualcosa di vomitevole sul quale il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, anche nelle sue memorie, evita di sottolineare le enormi responsabilità degli alleati di governo. Perché nel caso Diciotti, se c’è una precisa responsabilità, non è da imputarsi a Matteo Salvini, ma, semmai al Ministro delle Infrastrutture Toninelli dal quale dipende quella Guardia Costiera di cui fa parte la Nave U.Diciotti.

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E’ bene inoltre far presente come al punto 13 del Contratto di Governo intestato con la dicitura “Immigrazione: rimpatri e stop al business” si richiami espressamente il superamento del Regolamento di Dublino; il rispetto del principio di equa ripartizione delle responsabilità attraverso il ricollocamento obbligatorio e automatico dei richiedenti asilo tra gli Stati membri della Comunità Europea; ciò anche perseguendo il bilanciamento con gli interessi di sicurezza e ordine pubblico al fine “..imprescindibile di scardinare il business degli scafisti e smantellare le organizzazioni criminali internazionali per la tratta degli esseri umani..” A questo va aggiunto l’intento di difendere ogni principio di sicurezza pubblica agendo con determinazione contro la minaccia Jihadista contenuta nell’agenda di sicurezza di tutto il mondo, Italia compresa. Certo perché certi assurdi personaggi non se ne renderanno ancora conto, ma l’Italia fuori dal mondo c’è stata forse per già troppo tempo grazie a loro.  Ed è proprio in questo contesto di pericolo che non dovrebbe neppure essere sottovalutata la possibilità che i flussi migratori possano rappresentare quel veicolo per l’arrivo di soggetti infiltrati allo scopo di compiere azioni violente nel nostro paese. La Nave U.Diciotti dunque avrebbe dovuto in caso di intervento di salvataggio raccogliere i clandestini e stazionare fermamente oltre che con determinazione davanti alle coste di Malta. Perché Malta è un paese facente parte della Comunità Europea e proprio per tal motivo avrebbe dovuto farsi carico delle proprie responsabilità. Con buona pace della propria coscienza invece invece Malta si è rifiutata di accogliere e prestare soccorso oltre a generi di conforto e alimentari a quei 170 clandestini. Per tal motivo non si capisce con quale criterio la Nave U.Diciotti abbia ricevuto un ordine, “da una figura governativa” che non è di certo Salvini di dirigersi verso l’Italia che era ben distante dal punto di salvataggio e dunque non considerabile come “Porto più vicino” per l’approdo come prescritto dal Regolamento di Dublino. Salvini però, nonostante tutto, cerca sempre di salvare capra e cavoli così come di evitare di mettere in cattiva luce i partner di Governo sottolineando quel punto riguardante le loro responsabilità dirette nei fatti intercosrsi. E non è difficile leggendo le sue memorie scoprire tra le righe che gli alleati di governo abbiano agito silenziosamente e vigliaccamente per creare un preciso incidente quando ben sapevano che nel Contratto di Governo e nella volontà del Ministro dell’Interno era  ben chiaro che i porti sarebbero rimasti chiusi a quel tipo di business. E’ stata dunque una palese forzatura della componente sinistra dei 5 stelle al fine di cercare di mettere in evidente difficoltà e cattiva luce il Ministro dell’interno. Peccato che, come spesso accade quando non si ha contezza di quel che si fa e ci si improvvisa Ministri pur non possedendo alcuna esperienza, l’intera questione gli si sia rivoltata contro. Se l’intento era appunto quello di evidenziare una potenziale inefficienza o incoerenza politica di Matteo Salvini, oggi proprio i 5 stelle sono costretti a rivedere la loro coerenza politica sul “No alle immunità” e dovranno obbligatoriamente rendersi garanti dell’immunità all’odiato partner di governo. E’ per tal motivo che stanno insistentemente tentando anche di ottenere qualcosa in cambio da questa vicenda, riversando la questione sulla TAV e trasformandola in una sorta di merce di scambio. Proprio la TAV quella grande opera sulla quale l’anticorruzione è stata chiara fin dall’inizio ponendo picchetti e controlli rigidissimi sulle aziende appaltanti che sono state minuziosamente passate e ripassate ai Raggi X. E come si dice, quando il popolo degli onestamente corrotti non ci guadagna in un’opera, allora diventa inutile anche per una certa parte della politica dare il via libera per realizzarla. La vecchia Italia è sempre andata avanti in questo modo e non sarà di certo Di Maio né la sua fantomatica Terza Repubblica a portare cambiamenti in questo senso. Pochi di voi lo sanno, ma ci sono centinaia e centinaia di milioni di euro già resi disponibili per tante opere pubbliche in Italia, eppure sono fermi li, inutilizzati, soprattutto al sud, perché non c’è interesse a spendere quelli soldi se non ci si guadagna. Soldi che allo scadere del periodo di utilizzo dovranno essere restituiti alla Comunità Europea se non saranno serviti a realizzare ciò per cui erano stati destinati.  Ecco perché il nostro paese va allo sfascio giorno dopo giorno. Ecco perché i cavalcavia e i ponti crollano mentre per le strade bisogna fare lo slalom per schivare le buche. Non è certo perché mancano i soldi, ma perché non si vuole spenderli nell’interesse pubblico se l’interesse privato non prevale prima. Per correttezza di informazione anche Di Maio e Toninelli sul caso della U.Diciotti hanno presentato le loro memorie. E forse, sempre per una mera distrazione o forse incompetenza se volgiamo essere ottimisti, non  le hanno allegate a quelle del Ministro dell’Interno Matteo Salvini come era giusto e doveroso fare. Le due lettere striminzite dove dichiarano giusto in due righe ciò che è strettamente obbligatorio dichiarare e cioè che: “quanto accaduto, con la U.Diciotti, era contenuto nel contratto di governo e solo per tal motivo si riconoscono in parte responsabili”. Tuttavia è bene sottolineare il fatto che, non avendo allegato le loro memorie alle memorie depositate da Salvini, queste non avrebbero alcun valore probatorio e non potrebbero essere ricevibili né prese in considerazione dalla giunta per l’immunità del Senato. Per renderle ricevibili il tutto dovrebbe essere rimandato al tribunale dei ministri di Catania per una nuova riformulazione volta a ripresentare una nuova domanda di autorizzazione a procedere alla giunta per le immunità. Cosa ben diversa ha fatto il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha allegato ben 4 pagine delle proprie memorie alle memorie di Matteo Salvini. Una scelta coerente, onesta, sincera e dovuta. Il simbolo di una volontà di ovviare all’ennesima porcata di quei sinistrati travestiti da 5 che non vogliono vedere un’Italia e un popolo italiano troppo consapevoli della propria sovranità e troppo ben disposti a votare la Lega e Matteo Salvini alle prossime Europee così come la volontà popolare e l’intenzione di voto si sta esprimendo in Abruzzo.
Una cosa però è certa. Ognuno raccoglie ciò che semina e Salvini a differenza dei grillini ed in particolare Di Maio, sta raccogliendo un’enorme consenso ovunque da Nord a Sud.

E’ guerra aperta dunque contro l’infamia a 5 stelle. Salvini non cederà mai ai loro ricatti e poco ce ne frega se terranno il broncio come all’asilo. All’italia servono Uomini con la U maiuscola, non quaquaraquà!

Vai Capitano. U’ sole sta in front attè! Per i mariuoli del 5 stelle ci sta sol na tempest perfetta che li vedrà colare a picco con tutto il barcone!

In allegato il file PDF delle Memorie del Ministro dell’Interno Matteo Salvini:

Scarica PDF Memorie U.Diciotti Matteo Salvini

#IoSonoItalia

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