RISORSE DA UN EURO A CASSETTA E GIOVANISSIME LAVORANTI DA CONCORSO DELL’EST

Mafia, camorra, e quanti altri ci mangiano e ci speculano sull’immigrazione? Sono chiaramente argomenti che personaggi del calibro di Saviano e altri come lui non toccano. Preferiscono dirvi di indossare una maglietta rossa per mandare un segnale forte che possa scuotere le coscienze e invitarvi a “restare umani”.  Eggià, perché se la pensi diversamente da loro, allora “non sei più umano”. Ma quale umanità c’è in chi sfrutta queste persone? Dov’è il vantaggio di questi immigrati economici? Risorse indispensabili, come vengono chiamate da molti politici di sinistra. Beh, parliamoci chiaro, per loro, c’è certamente il vantaggio economico, altrimenti non sarebbero mai venuti qui. Altrettanto un enorme vantaggio economico c’è per chi li sfrutta, altrimenti non avrebbero alcun interesse nel farne sbarcare tanti.

RTR4USXV-1Provengono da paesi dove guadagnare un euro o due al giorno significa poter sostenere la propria famiglia. Mi torna in mente quello che spesso racconta un nostro amico di famiglia che da parecchi anni ha acquistato alcune proprietà in Kenya. Per tutto il resto dell’anno in cui lui è in Italia per ragioni di lavoro, la, ha 5 dipendenti del luogo che si occupano delle sue proprietà. Lavorano ogni giorno, curano i giardini, si occupano di opere murarie, costruiscono quando serve, diventano guardiani durante la notte e agenti di sicurezza e domestici quando il “badrone italiano” arriva. Lui, li paga tanto dice, gli da 2 euro al giorno, e questi, sono tutti molto contenti del loro stipendio.  Non tanto distante, in Congo, i minatori di Coltan, estraggono una delle materie prime più indispensabili per costruire i nostri telefoni cellulari. Arrivano a guadagnare dai 2 ai 4 euro al giorno lavorando oltre 15 ore filate in cunicoli pericolanti in miniera, rischiando addirittura la propria vita.

caporalatoOra immaginate lo stesso congolese, in Italia, a raccogliere pomodori per un euro a cassetta. Per lui, credetemi, è una pacchia oltre che un guadagno immenso poter arrivare a racimolare 15/20 euro al giorno. Sarebbe disposto a lavorare anche 7 giorni su sette pur di aver accantonato 500 0 600 euro a fine mese. Cifre astronomiche per loro. Cifre che poi possono tranquillamente trasferire con i money transfer in Congo alla famiglia. Peccato che ora pure gli italiani, se vogliono lavorare e far mangiare i propri figli a fine giornata, sono costretti ad adeguarsi a quel salario. Ma come fa un italiano a vivere con quella cifra? Semplice, non vive, si limita a cercare di sopravvivere, soprattutto se ha un affitto da pagare e le bollette.

suitcase-1167697_960_720Ora, per assurdo, provate ad immaginate una lavoratrice italiana, alla quale gli si dice che, se va a fare un certo lavoro, in un certo paese, anziché guadagnare 900 euro al mese, ne potrebbe guadagnare 10.000. Io credo che in molte in Italia e non solo operaie, ma anche laureate, pur di ottenere quel lavoro, si sarebbero già precipitate sui binari in attesa del primo treno che le possa portare a destinazione. Peccato che spesso, quel lavoro, se per loro esiste, rientra nel campo della prostituzione. Questo però non toglie che, alcune di loro, possano essere ugualmente ben disposte ad accettarlo.  Ne vale la pena? Si, evidentemente per loro ne vale la pena se partono ogni giorno per raggiungere i vari bordelli in Svizzera!

4f9ed87e-8548-43cd-a4e1-8fde6fe168a6Ne è valsa la pena anche per molte rumene, molte moldave che arrivavano in Italia a bordo degli autobus organizzati a fare le “lavoranti da concorso”. Argomento del quale nessuno parla mai. Queste signorine che arrivano, prendendo uno stipendio che spesso e volentieri per loro equivaleva a 6/7 volte quello che avrebbero potuto ricevere nel loro paese. Stipendio che per le italiane è chiaramente inaccettabile. Sono quasi tutte associate ai soliti sindacati e grazie al sindacato, hanno via via imparato ad approfittare di quei diritti sul lavoro oltre ad approfittare del diritto a quei sussidi ed ammortizzatori sociali che nei loro paesi non esistono. Certo sono giovani, alcune anche carine, costano meno e sono ben disposte a lavorare anche al nero o meglio ad accettare “contratti truffa” a totale vantaggio degli imprenditori più disonesti che a loro volta poi, una volta finita la stagione, scaricano l’onere di mantenerle sui contribuenti italiani e sugli istituti di previdenza sociale. Vengono tutt’ora in Italia a far la stagione, il più delle volte lavorando negli Hotel turistici, nei locali pubblici e poi, finita la stagione, se ne ritornano comodamente in Romania, col medesimo autobus, ma con il sussidio di disoccupazione in tasca. Significa per loro, poter tornare in Romania con la sicurezza che per molti mesi non dovranno lavorare, ma potranno comunque percepire un sussidio che valeva 2/3 volte lo stipendio medio in Romania.  Comprendete ora il perché, per queste migranti, è comunque vantaggioso lavorare per un terzo dello stipendio rispetto ad un’italiana che si propone per il medesimo lavoro stagionale in Riviera? Poi si sa che, lontano da casa, nessuno ti vede e anche se fai un po’ la “troietta”, nessuno lo verrà mai a sapere. Per tal motivo, alcune di loro, sono sempre state ben disposte ad utilizzare argomenti più che convincenti pur di farsi assumere e soprattutto farsi richiamare di anno in anno. E’ ormai storia vecchia per molte “mogli cornute” delle riviere italiane. Alcune di loro non si sono limitate a metter su le corna, ma hanno perso anche il marito, la casa, la famiglia e le attività per le quali insieme al marito avevano fatto mille sacrifici in gioventù. A quanto pare, le “giovanissime lavoranti da concorso dell’Est” sono le più pericolose per il quieto vivere familiare. Si vedono spesso nei locali della Riviera, anziani signori, ultra settantenni con ragazzine che potrebbero tranquillamente essere le nipotine. Nipotine che qualche volta, cercano pure di spacciarsi per tali, ma poi, un po’ l’accento straniero e soprattutto la mano “del nonno” che scivola sul culo, le tradisce.

Morale della favola? Che non c’è alcuna favola, ma un incubo al quale ci hanno costretti le politiche di sinistra e tutti quei sindacati complici di un mercato del lavoro sottopagato che sta generando sempre più schiavi. Un sistema corrotto al quale, io credo, bisogna dare un taglio. Lo straniero in Italia, non dovrebbe rappresentare una forma di concorrenza sleale per i lavoratori italiani, ed inoltre, non dovrebbe poter godere degli stessi medesimi diritti e ammortizzatori sociali se poi se ne ritorna nel proprio paese. In Italia con 500/600 euro al mese non si campa, si fa solo la fame. Noi italiani non abbiamo un paese dove poter tornare alla fine della nostra attività lavorativa. Questo è il nostro paese dove abbiamo il sacrosanto diritto di vivere, lavorare e stare bene. Questo è il paese che deve garantire a noi per primi un’occupazione e un futuro. Noi siamo i giovani di questa bistrattata Italia, un’Italia per la quale oggi più che mai vale la pena di lottare.

Mi auguro che Salvini e la Destra in genere, possano portare quanto prima un cambiamento nel mondo del lavoro che possa realmente e concretamente rappresentare un futuro anche per noi giovani. Dopo aver sbirciato insieme a papà il Decreto Dignità dei cinque stelle, non vedo molte speranze e mi sento particolarmente pessimista.

Hashtag: #Salviniaiutacitu #DiDiMaiononmifido

Italia

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